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\\ Home Page : Articolo WEB-DONNA.IT - Angelamaria: Il Micetto ...cresce

Il Micetto ...cresce

Di Angelamaria (del 29/01/2006 @ 06:33:27, in Fiabe-altro, linkato 1682 volte)

certosino adulto 

Sì, si stava bene in quella casa…quante carezze…quanti bacini.
Ma io avevo un difetto, non ero ancora capace di tirare dentro le unghiette, quindi ero sempre attaccato a qualche cosa o a qualcuno della famiglia.
Ci pensò Gambelunghe ad abituarmi. Gambelunghe? sì quella donna che era più grande.
E sì! Quando mi attaccavo a qualche cosa, mi staccava pian piano la zampetta e poi con un dito mi dava un buffetto sopra.
Avevo capito, quando il dito mi dava un buffetto era segno che non ero stato bravo.

Mi dettero anche un nome… Uno strano nome, non un nome da gatto.
Normalmente un gatto si chiama Miao, Micio, Pucci, ecc..
Io così piccolo mi dettero un nome stranissimo e lungo: Cagliostro.
Ma che cosa voleva dire Cagliostro?
Il ragazzo lungo lungo, mi disse che era un nome importante, Cagliostro era un mago e anch’io sarei diventato un gatto magico.
Chi sapeva cosa voleva dire?

Mi stavo abituando alla famiglia, la mia famiglia.
Dopo un po’ smisi di bere soltanto latte ed omogeinizzato e cominciai a sentire quelle buone cose, così profumate che cuoceva Gambelunghe o il ragazzo.
Ma me ne davano poco.

Un giorno erano tutti pensierosi…
Che cosa era successo, o che cosa stava per capitare? Beh volete saperlo?
doveva proprio capitare a me qualche cosa.

Venne un ometto piccolo e grasso che sapeva di alcol denaturato, sì quello che usavano per pulire in casa…non mi piaceva proprio…anche se mi faceva tanti complimenti: le sue mani puzzavano!
Aveva una borsa scura. Cominciò a prendere fuori un affare tondo e lungo con dentro uno più piccolo e uguale, in cima aveva un ferretto, che sembrava uno di quegli arnesi che usava Gambelunghe per attaccare i bottoni.
Mise del liquido nell’affare lungo e poi il ragazzo mi prese in braccio.
Ma perché tremava? aveva paura?
Dopo capii, aveva paura per me.
L’omino mi pizzicò la pelle, ne prese un po’ tra le dite e mi mise il ferro dentro.

Ma porca miseria cosa credeva di potermi fare quel tipo!
Tirai fuori tutte le unghie che avevo e gliele affondai in una mano, quella che teneva l’affare…
Seppi poi, dopo, che era una “siringa”, che dentro c’era del liquido per vaccinarmi contro le malattie e che il ferretto si chiamava “ago” e serviva a farmi entrare in corpo il liquido…
Ma che bella soddisfazione!
Potevano dirmelo prima che era per il mio bene!
Credono sempre che noi animali siamo stupidi…
Allora perché mia madre, quella che mi ha messo al mondo, mi ha lavato tutto appena nato, ma per pulirmi e darmi una parte delle sue cose buone per vivere.

Se volete sapere come andò a finire, vi accontento subito: Gambelunghe andò a prendere fasce e polvere per disinfettare e aiutò l’omino, il veterinario, a pulirsi e a coprire i graffi. Io ero andato sotto ad un mobile: forse non mi avrebbe soltanto toccato con il dito,…ma con un bastone.

Ma come si fa ad avere un nome così brutto "Veterinario" ed essere anche così stupido? non lo sapeva che i gatti hanno le unghie? …e le usano quando hanno paura o sentono male?

Sotto al mobile mi leccai il buco che mi aveva fatto per un bel po’, poi mi passò la paura e soprattutto la rabbia ed andai a giocare con il cordone della tenda della sala.
Era un bel gioco, bastava toccare il fiocco che il cordone oscillava e colpiva il mobile vicino, poi tornava indietro da me ed io lo colpivo di nuovo.
Avrei potuto stare a giocare con il cordone tutta la vita, ma c’erano altre cose da guardare.
Magari quando stiravano le camicie, le maniche pendevano fuori ed io cercavo di prenderle, ma la cosa più bella era quando erano del tutto stirate, erano profumate, caldine e se le mettevano sul letto io ero pazzo a nascondermi in qualche angolo per poi andare a fare la nanna sulla camicia
…una goduria!



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