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\\ Home Page : Articolo WEB-DONNA.IT - Angela Bonora: Carnevale...carnevale...

Carnevale...carnevale...

Di Angela Bonora (del 30/01/2009 @ 12:42:09, in Attualità, linkato 4454 volte)

 

Carnevale…carnevale…
Il momento in cui anche il popolo, nel passato, poteva far festa: era il momento antecedente la Quaresima,….” perché non c’è Carnevale che non valga una Quaresima" .

Bacco giovane del Caravaggio

Al tempo del Carnevale ogni differenza sociale scompariva, il ricco uguale al povero, il potente uguale all’umile, il misero impotente poteva porre in  ridicolo il ricco potente.
 Festa antica quanto l’uomo, anche se poi il  Cristianesimo la inserì tra le feste religiose e per lo più cattoliche.
“A Carnevale ogni scherzo vale” e così va, tanti sono gli aforismi che hanno come tema il Carnevale e le licenze che in tale tempo sono permesse sono originate dalla possibilità di non essere riconosciuti: la maschera è il simbolo del Carnevale, dietro ad una maschera si prende coraggio e si critica, la satira viene  espressa ed accettata.
Sin dal Paleolitico abbiamo rinvenimenti di maschere utilizzate in riti magici, di sonagli per scacciare il male, e gli spiriti del male, per rendere l’uomo felice.

Stranamente la festa che dura svariati giorni in febbraio e marzo prende il nome che ne ricorda, religiosamente, la fine. Infatti quasi tutti gli etimologi concordano nel ritrovare nella dizione Carnevale l’espressione “Carnem laxare” l’ultima dizione medioevale che indicava “digiuno, astinenza, invito a non cibarsi di carne” e questa imposizione veniva recepita nel primo giorno di Quaresima dai Cristiani e durava per i successivi trentanove giorni sino alla Pasqua. 
 
Precedentemente vi erano feste simili nel popolo romano: i Baccanali, in onore del dio Bacco, che consistevano in lunghe sfilate di persone mascherate lungo le strade delle città e dei villaggi e l‘uso abbondante di vino e dolci. Altre feste mascherate erano quelle dedicate alla dea della fertilità, Cerere, e  alla dea dell'Ade, degli Inferi, Proserpina, che indicavano l’inizio e la fine della vita della natura. Queste ultime due feste si completavano nell’arco di un giorno.
Ancora in Roma Imperiale  venivano celebrati per quindici giorni feste in onore di Saturno: i Saturnali. Comunque l’Olimpo sia greco che romano annoveravano una successione di feste dedicate separatamente ai singoli dei e  che avevano come caratteristica la maschera e lo scambio dei poteri tra i vari strati sociali.

Durante il Medioevo e il Rinascimento i festeggiamenti furono introdotti anche nelle varie corti europee ed assunsero forme più raffinate, legate anche al teatro, alla danza e alla musica.

Ancora oggi il Carnevale rappresenta un'occasione di divertimento e si esprime attraverso il travestimento, le sfilate mascherate, le feste.
Numerosi sono le città che festeggiano un loro particolare Carnevale con sfilate di carri e cortei di mascherati. In Italia i più famosi sono a Viareggio, a Venezia e a Cento.

maschere a Venezia


Importantissimo in America il Carnevale di Rio con una grande sfilata di ballerini e ballerine, musica e canzoni: gli abitanti di Rio de Janeiro lavorano tutto l’anno alla preparazione dei costumi, sempre molto sfarzosi e ricchi, delle musiche e delle canzoni.

Importanti sono i Carnevali per i bambini, quasi ogni città italiana l’ultimo giorno, il Martedì Grasso, vengono fatti cortei  di bambini in maschera e sfilate di cortei di carri. Anche all’interno delle scuole elementari tale giorno è dedicato al gioco, alla musica, ai film e i bambini raggiungono le loro classi mascherati e portando dolcetti e bibite: un party in piena regola, sotto gli occhi vigili degli insegnanti.

carnevale dei bimbi a Melito Porto Salvo


Anche Londra ha un suo Carnevale, ma che non ha corrispondenze religiose, ma come quello di Rio è puro divertimento e si svolge a Notting Hill: musica, ballo e sfilata di costumi a cui tutti possono partecipare. Ogni anno dal 1966, durante l'ultimo week-end di agosto, si svolge a Londra il più grande carnevale caraibico dopo quello di Rio de Janeiro.
Ma con tutte queste feste in maschera non possiamo tralasciare le feste delle città universitarie.

 Festa delle Matricole a Bologna 1948

Antica tradizione medioevale, presente nelle maggiore e più antiche sedi universitarie europee, la Goliardia bolognese ha offerto molti spunti nel passato a illustri politici, registi, musicisti, intellettuali Si ricorda ancora la baraonda irriverente e pericolosa di cent'anni fa, quando era consigliabile tenere le fanciulle chiuse in casa.

La goliardia, specialmente quella bolognese, essendo in Bologna l’Università più antica dell’Occidente,  ha una storia a suo modo gloriosa, fatta di colossali beffe in città (in una notte furono murate tutte le porte dei bordelli) e di imprese all'estero (nel '49 gli studenti bolognesi invasero nottetempo, vestiti da garibaldini, la Repubblica di San Marino, con incidente diplomatico).

Maschere allusive, politiche ed universitarie, sfilate di carri, vestizione delle più importanti statue della città ( a Bologna veniva vestito il Nettuno, nudo tutto ‘anno, spesso con tutù da ballerina), canti continui accompagnati da sane bevute di vino della Val Padana: per tre giorni la città era in possesso degli studenti.

Simboli come il Fittone Bolognese e la Secchia Modenese venivano rapiti notte tempo da  goliardi di altre Università, a questi rapimenti seguivano contese agguerrite per ritornare in possesso del simbolo goliardico. Ai goliardi Bolognesi si associavano poi, nei tre giorni di festa oltre ai goliardi delle altre Università italiane, anche rappresentanze di Università di Oltralpe, i goliardi erano vestiti con mantelli e feluche antiche e portavano i labari che identificavano la nazione di provenienza.  
Ma il Sessantotto travolse i "disimpegnati", sospetti di qualunquismo: nelle assemblee gli studenti politicamente impegnati  sostituirono quelli con feluche e i mantelli. Per anni anche la sfilata fece pausa. 1954 Mare a Bologna

                            Il mare a Bologna

Qualche anno fa fu rispolverato il Carnevale studentesco (normalmente si svolgeva nella primavera inoltrata), ma vi furono varie diatribe tra i goliardi e il Sindaco per l’ordine cittadino e la Festa delle Matricole ritornò  nel dimenticatoio. Ma già nel 1923 la festa fu bloccata, nel passato nel 1935 il 24 febbraio si svolse un'ultima festa delle Matricole dell'Università. L'anno successivo la festa verrà abolita dal segretario del partito fascista Achille Starace.

Le matricole celebreranno allora un polemico funerale della Goliardia. 

 

A mio avviso la festa della Goliardia è l’espressione di ciò che venne detto all’apertura del Museo relativo all’Università di Bologna:

 “Goliardia è cultura e intelligenza”: Restituire ai giovani la “filosofia del ridere” non è in contrasto con il richiamo alla loro missione civile: l’uno e l’altro sono volti della stessa medaglia, il gusto per la vita e la libertà”

….peccato che oggi dentro alle nostre università ci sia ben poco da ridere….cara Gelmini

 

 

corsa dei carrioli

 

Le foto in bianco e nero provengono dal Museo della Goliardia di Bologna. In particolare l'ultima ricorda la Classica Corsa dei Carrioli che si svolgeva lungo la salita di San Luca e che penso nessuna Università facesse.

 

Qui sotto invece riporto le immagini delle feluche  bolognesi della Facoltà di Economia e Commercio del 1962

 

Bononia Docet

 

 

 

 Questa a destra è prettamente femminile

 (la mia)

 

 

 

 

 

 

 

a sinistra una feluca maschile, la gambina nera e il reggiseno ne sono la indicazione inconfondibile

(di mio marito)

La frangia indica che il proprietario sta per laurearsi.

 

 

 

 



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