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\\ Home Page : Articolo WEB-DONNA.IT - Angela Bonora: Nuove centrali a carbone

Nuove centrali a carbone

Di Angela Bonora (del 16/08/2011 @ 20:56:27, in Attualità, linkato 2454 volte)


Ciò che leggerete qui sotto direte subito che è di vecchia data.

Avete ragione, mi ripeto, ma a ragion veduta.
Sono anni che si parla di energie rinnovabili, ma nulla o poco si fa , tanto meno in Italia.

Mentre il mondo è in cerca di strade per ridurre le emissioni di gas serra, in Italia si vuole proseguire lungo la strada del carbone: il quale, lo ricordiamo, è un combustibile ad altissimo tenore di carbonio per unità di massa, tanto che il kWh da carbone genera una emissione che supera i 700 gCO2/kWh (a fronte di una emissione media del mix termoelettrico nazionale di circa 500 gCO2/kWh).” (da un articolo di Greenpeace).

 Sempre articoli di difficile lettura e comprensione per i non esperti direte, ma sono poi verità quelle che vengono riportate, non sarà che anche Greenpeace e gli altri contrari a energie ottenute dal nucleare, da materiali fossili come il petrolio, il carbone ci guadagnino non poco se vengono fatte centrali idroelettriche, pannelli solari, mulini a vento?

Potreste aver ragione, questo mondo è pieno di ladri e farabutti tesi ad aumentare i loro capitali.

Le imprese che forniscono energia tramite acqua, non lavorano solo per la nostra bella faccia, e possono causare danni pure loro, informatevi di ciò che sta succedendo ai territori dove sono state costruite dighe per ottenere laghi artificiali per le centrali idroelettriche…. e quelle che costruiscono pannelli solari e quelle che costruiscono i mulini a vento…

Parlano di energia rinnovabile…ma a spese di chi?

I vostri sospetti potrebbero avere un fondamento, nessuno fa nulla per nulla.
E’ ovvio che il rinnovabile alla lunga sarà meno costoso, meno inquinante per il nostro pianeta, per il nostro corpo, ma anche per queste strutture dovranno esserci regole per gli impianti, per la costruzione degli impianti e per i costi da far sostenere a chi ne avrà vantaggio.
Molte nazioni stanno riconvertendo i propri impianti.…per salvare l’uomo e la natura e non ultimo dare lavoro pulito a tanti senza lavoro.

Parli, Parli, ma che ne sai sul pericolo delle centrali energetiche che andranno in funzione ora, ad esempio le centrali a carbone pulito?

Chi sostiene tali centrali energetiche…e le ha già poste in funzione dice a denti stretti:

Il tema della cattura dell’anidride carbonica (nel produrre energia dal carbone) è di forte attualità, pertanto individuare nuove strade per la riduzione delle emissioni oltre a costituire un obiettivo per la ricerca nel campo energetico, rappresenta una priorità nazionale nella difesa dell’ambiente.

 e la continuo io, una volta catturata l’anidride carbonica in quale cassetto sicuro la stiveremol?
ed insisto
le emissioni non sono solo di gas tipo anidride carbonica,

in quantità minori vengono emesse durante la lavorazione per arrivare al prodotto finito, elettricità, energia, tanti altri elementi dannosi per il pianeta, per la Natura nel suo insieme che dovrebbe essere equilibrato.

Il carbone contiene anche

• anidride solforosa che reagendo con l'acqua forma acido solforoso. Se l'anidride solforosa viene rilasciata nell'atmosfera, reagisce con il vapore acqueo e produce piogge acide

• tracce di altri elementi, compresi arsenico e mercurio, che sono pericolosi se rilasciati nell'ambiente, anche tracce di uranio e altri elementi radioattivi.

Ma perché cercare delle informazioni ulteriori, i giornali seri ne sono pieni, tanti articoli di medici ricercatori ….

 Andiamo nel passato, che tutti dimenticano e vogliono opportunamente dimenticare.

Vi racconterò allora un caso capitato una quarantina di anni fa nella mia città, Bologna. Bologna, che una volta aveva, per fornire di elettricità i cittadini, piccole centrali che sfruttavano l’energia della caduta delle acque dei canali e tuttora ha una centrale idroelettrica nel pieno centro abitato..
Con il carbone, prima, e poi con il petrolio le piccole centrali ad acqua di Bologna furono trasformate.
Bologna costruì un impianto per la gassificazione del carbone fossile, tutte le case erano fornite di lampade a gas, di fornelli a gas. Quel gas spesso causava disastri, i tubi di raccordo con l’esterno non reggevano e bastava una piccola scintilla per avere uno scoppio e… chi si voleva suicidare aveva un buon elemento da usare per farlo. E le cose non migliorarono quando l’energia elettrica fu centralizzata, rimanevano nelle cucine i fornelli a gas di carbone, il riscaldamento spesso era a carbone o a gas di carbone.
Un mio amico aveva fatto installare il boiler a gas, dotato di canna fumaria per disperdere sul tetto i residui velenosi ottenuti del riscaldamento a fuoco vivo prodotto dal gas. Andò in bagno, aprì il rubinetto erogatore del gas e accese la piastra del boiler per riscaldare l’acqua e ne riempì la vasca, dopo pochi minuti si distese nella vasca e bello come il sole si mise a leggere…per fortuna che aveva un appuntamento con un amico, che conservava in tasca le chiavi di quella casa.
Quando questi arrivò non suonò il campanello…se no BUM…fine della storia…
Usò le chiavi, aprì la porta e sentì forte odore di gas e salvò l’amico, il tubo di captazione dei fumi era stato mal innescato nel cammino.

Ma era destino per la famiglia di quell’amico, dopo poco tempo la nonna, che lavorava ad uncinetto ed era una risparmiatrice su tutto quello che si usava in casa, morì…beh, le nonne prima o poi muoiono.
Il fatto è che quella nonna non voleva morire, voleva soltanto riscaldarsi un po’ ed aveva acceso in un piccolo braciere ( scaldéin in bolognese) del carbone e punto, dopo punto aveva assorbito le esalazioni di quel bel focherello azzurro e si era addormentata per non risvegliarsi più.

Parlate con i vostri vecchi e vi racconteranno moltissime di storie del genere.

…e allora perché discutere se fare centrali a carbone?

Ma è carbone pulito direte voi,

e lo sporco dove lo mettono?

Sopra il braciere e sotto, in profondità, il gas quel famoso CO2 e altri elementi e voi sopra a leggervi un libro o a far la maglia….

Gli ultimi due progetti italiani di impianti a carbone si stanno per realizzare in Calabria: una nuova centrale a Saline Joniche (RC) a cui si aggiunge la riconversione a carbone dei gruppi a olio (fossile? con quali emanazioni) combustibile della centrale Enel di Rossano Calabro.
Dell’impianto di Saline Joniche ne abbiamo già parlato : www.
Ma quante sono le centrali di questo tipo già in funzione in Italia, mentre in Europa si cerca di riconvertire i sistemi di erogazione di energia?

ecco una tabella


La Calabria sembra sia la più toccata, le sue coste, amate dai turisti di tutto il mondo, diventeranno scalo di carbone di provenienza probabilmente cinese, ottenuto a miglior prezzo.

L’Italia non dispone di carbone proprio neppure sufficiente per una sola di tali centrali.
Il carbone cinese scavato con un costo bassissimo in denaro, i minatori sono pagati al minimo, e con un costo grandissimo di vite umane, 5.000 morti all’anno, numero che crescerà nel tempo.

La Svizzera, che non fa parte dell’EU, finanzia imprese che a voce dicono di riconvertire le centrali energetiche della loro nazione in centrali ad energia pulita e rinnovabile, ma effettivamente usano i finanziamenti per costruire centrali a carbone fossile in Italia e vendere all’Italia, agli italiani, energia tossica.

Ora in Calabria una commissione di abitanti autofinanziatisi, si è impegnata ad andare il prossimo 27 agosto a Coira, nel cantone dei Grigioni (Svizzera) per svolgere una manifestazione contro il progetto di centrale a carbone a Saline Joniche finanziato dalla società elvetica Repower, socia di maggioranza del consorzio SEI.

 Il coordinamento delle associazioni dell’area grecanica risponde prontamente all’invito giunto dall’associazione grigionese Zukunft Statt Kohle (Futuro invece di carbone) ed invita tutti ad esserci e a partecipare.
Non solo i liberi cittadini della costa sud di Reggio Calabria, i liberi cittadini della Provincia di Reggio, i Calabresi, ma gli Italiani tutti che hanno a cuore il problema sono invitati a sostenere concretamente la battaglia contro la centrale a carbone di Saline Joniche e contro le altre già in funzione e di futura apertura nella zona padana, dando ulteriore visibilità alla causa italiana totale.

La manifestazione si aprirà con un corteo che partendo da Piazza della Stazione di Coira, si dirigerà verso la Kornplatz. Qui si terrà un comizio al quale parteciperanno i rappresentanti dei vari movimenti e associazioni. Un modello di una centrale a carbone rotto e un simbolo per un futuro con energie rinnovabili verranno deposti davanti alla sede del Parlamento. A seguire, festa italiana sulla Turnerwiese. Certi che risponderete positivamente alla nostra richiesta d’aiuto per costruire insieme una coscienza nuova, partecipando in prima persona a delineare le sorti del futuro della nostra terra, vi invitiamo a contattare il coordinamento delle associazioni dell’area grecanica a questo indirizzo mail: info@nocarbonesaline.it o a recarvi presso la “Casa del geosito” di Pentidattilo per chiedere informazioni, dare la vostra adesione, offrire un proprio sostegno economico” (inoltre homepage sito.www.nocarbonesaline.it)”

vedere inoltre i links dai quali abbiamo tratto parte delle importanti notizie:

http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=103958:manifestazione-in-svizzera-appello-del-coordinamento-associazioni-area-grecanica-&catid=40:reggio&Itemid=86 http://www.lettera43.it/ambiente/21999/calabria-sui-carboni-ardenti.htm

http://www.webdonna.it/dblog/articolo.asp?id=420



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