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\\ Home Page : Articolo WEB-DONNA.IT - Angela Bonora: Riconoscimento MCS nel Mondo

Riconoscimento MCS nel Mondo

Di Angela Bonora (del 24/01/2012 @ 07:15:32, in Salute . Nuove malattie da inquinamento, linkato 2288 volte)

 

Riprendiamo dalla pubblicazione al link http://www.grippa.org/html/allegati/MCSII_16.pdf

risultato della ricerca MCS II di GIANCARLO UGAZIO

per dare informazione sugli Stati che ultimamente hanno riconosciuto completamente MCS (2009) e di recente sugli Stati che parzialmente l’hanno riconosciuta.

L’Autore ha dato il nome di Paesi Virtuosi a questi, ed ha pienamente ragione, visto come tanti altri paesi nel mondo disconoscono tale malattia e si disperdono, ancora, in discussioni con quale nome chiamare la patologia e non fanno ricerca apposita. Certamente non è facile stabilire la differenza tra Allergia Multipla e Sensibilità Chimica Multipla.

Rientra in questo discorso critico anche l’assenza di volontà delle Industrie Farmaceutiche che sentono i ricercatori dire ai pazienti evitate il contatto con questo, con quello…non usate profumi…non mangiate questi e quei cibi…abitate in case sane adatte alla vostra patologia…E COME POTREBBERO BREVETTARE tale medicina e porla sul mercato: meglio non spendere soldi nella ricerca?

Io personalmente risolvo molte delle mie incompatibilità, perché qui si parla di incompatibilità che cresce nel corpo del malato al passare degli anni, tenendo a portata di mano un fazzoletto imbevuto in aceto di vino puro bianco…ho poi saputo da una amica medico specializzato in varie sintomatologie che l’aceto puro ha la proprietà di accelerare il metabolismo umano (… e chissà perché molti dei malati soffrono di ipotiroidismo???).

 Beh ritornando alle mie Industrie Farmaceutiche, a questo punto mi direbbero: “Ma che vuoi? che ci trasformiamo in vinai?” Beh se servisse sarebbe anche una cura più allegra….

Riportiamo come detto all’inizio i dati ultimi sul riconoscimento dell’ MCS a livello mondiale:

 Entro il 2009 hanno riconosciuto l'MCS :

Germania il 25/12/2008

Giappone il 12/06/2009

Austria il 24/06/2009

Altri paesi, come da grafico sopra riportato, hanno parzialmente riconosciuuta la malattia. 

 

 "Negli Stati Uniti, Canada, Giappone e Sudafrica e, a livello europeo, in Inghilterra, Germania, Spagna e Austria la malattia è riconosciuta a livello nazionale. In Italia, invece, è riconosciuta soltanto da alcune regioni del Centro Italia" così riporta la stampa ed esistono centri di cura presso i principali Ospedali, vedi S. Orsola di Bologna, dove si sono attrezzati ambienti atti a ricevere i malati di MCS, per le analisi e la diagnosi.

 Ci parla una giovane malata:

La vita  è costantemente schermata, lontano da profumazioni, detersivi, insetticidi, additivi, solventi, disinfettanti, medicinali, carta stampata, metalli, plastiche, muffe....proibito camminare per strada senza una maschera a proteggere dallo smog naso e bocca....
.... e poi reazioni immediate dalle conseguenze a volte estremamente pesanti e invalidanti: crisi respiratorie, mal di testa, orticaria, bruciore agli occhi, disorientamento spazio-temporale, perdita della memoria di breve termine,fatica cronica, fino a shock anafilattico, edema della glottide, edema cerebrale e convulsioni...e.....

 

Una malattia ben conosciuta negli USA, ma che pochi in Italia conoscono e di cui da noi non si ama parlare, che è causata dall’esposizione acuta o cronica a sostanze tossiche e che porta alla perdita progressiva della tolleranza agli agenti chimici (e qui vogliamo precisare che quando si parla di agenti chimici si implica sia la chimica organica che non organica…quindi quasi tutto)

 Chi è affetto da questa malattia è costretto ad evitare tutto ciò che può danneggiare anche molto gravemente il suo sistema immunitario, ed a condurre una vita in costante stato di allerta e di isolamento forzato. Ne consegue un repentino decadimento della qualità di vita.

 A differenza delle allergie che sono curabili con farmaci, nel caso della MCS non esistono, allo stato attuale, terapie risolutive e il malato è costretto a seguire un rigido evitamento delle sostanze chimiche e degli agenti scatenanti. Alcuni finiscono così per restare isolati in casa, cercano di bonificare al meglio la propria abitazione da sostanze chimiche e devono spesso rinunciare ad una piena vita sociale, al lavoro, con la conseguente perdita dell’autonomia.

 
Negli Stati Uniti il 3.5% della popolazione è affetta da grave MCS, con almeno un 15% della popolazione malata a livello moderato e sensibile ad una o più sostanze chimiche contenute nei prodotti di uso comune. Nove studi epidemiologici  condotti sia negli Stati Uniti e Canada, sia in Europa, mostrano che si tratta di una patologia molto diffusa con serie implicazioni in termini di salute pubblica. In Danimarca per esempio nel 2004 l’Osservatorio sulla MCS del ministero dell’ambiente ha stimato che un cittadino su 10 è chimicamente sensibile, e che i casi invalidanti, pur presentandosi in percentuale inferiore, manifestano reazioni che possono arrivare anche allo shock anafilattico e al decesso.

E in Italia?

In Italia purtroppo mancano stime ufficiali perché non c’è un centro di riferimento o un osservatorio nazionale.
La malattia non è riconosciuta.


Come viene effettuata la diagnosi?

Si procede alla valutazione del paziente sulla base dell’anamnesi, dell’esame obiettivo e di esami clinici e strumentali specifici. Essa deve soddisfare i parametri stabiliti nel Consenso Internazionale del 1999. Sulla base di questi criteri la MCS costituisce uno stato cronico con sintomi che ricorrono, in modo riproducibile, in risposta a bassi livelli di esposizione a prodotti chimici multipli e non connessi tra loro.

I sintomi migliorano o scompaiono quando gli elementi scatenanti sono rimossi.

La malattia colpisce più organi contemporaneamente e comporta vari livelli di gravità e di invalidità fisica.

Quale è la causa scatenante?

Come nel 2009 ha dimostrato Martin L. Pall, Professore Emerito di Biochimica e di Scienze Mediche di Base della Washington State University, il ruolo delle sostanze chimiche, come cause scatenanti della MCS, è confermato dagli studi genetici.

 

La malattia si basa sull’alterazione del metabolismo dello stress ossidativo che interagisce con altri meccanismi come la sensibilizzazione neurale e la infiammazione neurogenica.

Questi sistemi agiscono localmente, in vari tessuti del corpo, fino a produrre una sensibilizzazione di alcune regioni cerebrali o di alcuni tessuti periferici come i polmoni, le prime vie aeree, parti della pelle o dell’apparato gastrointestinale.

Questo spiega la grande variabilità degli organi coinvolti e dei sintomi nei pazienti con MCS.

 

Anche gli studi italiani condotti all’IDI di Roma nel 2010 e 2011 hanno evidenziato il ruolo dello stress ossidativo nella MCS, come quelli condotti nel 2008-2009 presso l’INAIL di Caltanissetta hanno confermato la predisposizione genetica a contrarre più facilmente la malattia.

Si tiene a precisare però che questo non esclude che chiunque sia fortemente esposto a sostanze chimiche si possa ammalare. 

 

In ogni caso la tesi che vorrebbe sostenere l’origine psicologica della MCS come “focalizzazione di un disagio” è scorretta e del tutto incompatibile con l’intera quantità di studi riguardanti la malattia a livello mondiale.

Come già detto, le reazioni alle varie sostanze inquinanti sono strettamente legate alla suscettibilità di ogni organismo, quindi variabili e tali da rendere difficile la costruzione di linee guida universali per il trattamento, ma poiché a differenza delle allergie non esistono cure risolutive e visto che la malattia è progressiva, la prima terapia della MCS da seguire è sempre di evitare molte sostanze chimiche.

Oltre naturalmente alle prescrizioni dei sanitari, per la gestione della vita quotidiana è molto utile l’informazione favorita dal passa parola tra i malati.

Importantissimi poi anche la motivazione ed il reciproco sostegno generati dalle testimonianze che i malati si scambiano attraverso riunioni tra pazienti atti a scambiarsi le proprie esperienze nei vari casi.

La possibilità di curare la vera causa della MCS piuttosto che soltanto i sintomi la intravediamo sulla base di alcuni studi per farmaci specifici ancora in via di sperimentazione.

I malati di MCS, attualmente, non possono accedere al Pronto Soccorso o in un ambulatorio medico perché in questi ambienti ci sono sostanze pericolose come mobili trattati con conservanti del legno, detersivi e disinfettanti chimici, prodotti profumati indossati dal personale sanitario e dagli altri pazienti, ecc.

Gli stessi medici, peraltro, non conoscono la malattia e rischiano di applicare terapie mediche standard che possono essere persino letali per un malato di MCS.

Per permettere ad un malato di MCS di accedere al Pronto Soccorso o in un ambulatorio serve che vengano adottati dei precisi protocolli di ospedalizzazione, come quello adottato dal Mercy Medical Center di New York che è stato preso di esempio da altri ospedali.

Negli U.S.A. infatti la malattia è riconosciuta come invaliditante dall’ADA, dall’ Agenzia per la Protezione Ambientale e da numerosi altri organismi degli stati federali, dove ogni anno si  è proclamato “maggio mese per la consapevolezza della MCS e della Elettrosensibilità”

In questo Paese esistono centri di diagnosi e cura come l’Envirronmental Health Center di Dallas.

 

In Canada è riconosciuta da Agenzie Federali e Provinciali, ed esistono nei luoghi pubblici precise indicazioni a tutela dei malati.

 

In Svizzera il Comune di Zurigo ha donato ad una cooperativa di pazienti un terreno finanziando la costruzione di palazzine con bioedilizia specifica per MCS.

E in Italia?

Nel nostro Paese la MCS è inserita nelle “Linee guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati” grazie ad un accordo del 2001 tra stato regioni e province autonome, ma ancora non gode di un riconoscimento ufficiale a livello nazionale.

Tra il 2004 e 2006 Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Lazio hanno riconosciuto la MCS come malattia rara, anche se vista la sua altissima incidenza nel mondo questa malattia rara non è.

 

Con una nota del 2 giugno 2010 la regione Lazio ha deliberato l’apertura di un centro di riferimento regionale per la prevenzione, diagnosi e cura presso il Policlinico Umberto I, al quale attualmente afferiscono numerose persone per una diagnosi e per indicazioni terapeutiche.

L'ambulatorio è pronto ed i pazienti sono in attesa che lo stesso venga consegnato e diventi operativo a breve.

 

Inoltre presso l’ospedale Grassi di Ostia è stato adottato un protocollo di Pronto Soccorso specifico per i pazienti con MCS.

 

Purtroppo però la Sensibilità Chimica Multipla, in quanto malattia ambientale su base tossicologica, è nel complesso poco conosciuta dalla classe medica.

Molti tendono ancora a considerarla un disturbo psichiatrico, e questo incide sulle possibilità di riconoscimento come patologia organica invalidante e sulle opportunità di diagnosi e cura.

 

Nel frattempo chi ne ha i mezzi è costretto per ottenere trattamenti adeguati a recarsi in Germania, in Inghilterra o negli USA, con gravi difficoltà personali ed un dispendio di risorse anche pubbliche che con un maggiore impegno dello Stato Italiano altrimenti si potrebbe evitare… spesso poi si formano associazioni private che assicurano la cura senza esserne competenti anzi con il solo scopo di raccogliere denari dai pazienti.

 

Raccogliendo le informazioni sinora riportate dai vari articoli letti online possiamo affermare che la Sesibilità Chimica Multipla è una patologia invalidante considerata una delle più gravi nel mondo.

-          riconosciuta negli Stati Uniti, Canada, Germania, in buona parte dell'Europa 

-          inclusa nella Classificazione Internazionale delle Malattie dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), ICI-10 sotto il codiceT 78.4.

 

È una Sindrome multisistemica fisico-organica di intolleranza ambientale totale alle sostanze chimiche,

che colpisce apparati, organi e sistemi del corpo umano: respiratorio, neurologico, cardiocircolatorio,

digerente, renale, muscolare, osteoarticolare e ormonale.

Nel tempo i sintomi assumono il carattere di cronicità, e senza una adeguata assistenza sanitaria che avversi la malattia, l’individuo infermo può andare incontro ad altre gravi patologie (emorragie, collassi, ictus, infarti).

 

Poco si sa delle cause che determinano la malattia.

La sintomatologia si manifesta infatti in forma acuta quando il malato ha modo di essere a contatto per qualsiasi motivo con le sostanze chimiche, specie dopo esposizioni ripetute.

Lo scatenamento della crisi avviene per contatto, ingestione, inalazione anche in presenza di piccolissime dosi di questi agenti chimici di uso comune e quotidiano e normalmente tollerati dalla maggior parte delle persone: cibi chimicamente trattati, aromi e conservanti, coloranti, insetticidi, disinfettanti, pesticidi,

antiparassitari, detersivi, prodotti cosmetici, profumi,deodoranti, vernici, solventi, colle, carta stampata,inchiostri, fumi di combustione, prodotti plastici, materiali per l’edilizia, fumi di stufe, camini, barbecue, formaldeide, trattamenti antitarlo, conservanti del legno, moquette, tappeti, colori artificiali.

 

Importanti manifestazioni di intolleranza si manifestano anche per farmaci, anestetici, prodotti medicamentosi e

alimenti.

C’è da aggiungere che l’effetto da MCS in molti casi si realizza con onde elettromagnetiche, per cui nonè possibile l’utilizzo di telefoni cellulari, computer, radio, televisione, ecc...

Ma c’è anche da precisare che non tutti i malati reagiscono nello stesso modo.

 

Il largo uso di prodotti chimici, considerati primi imputati nella insorgenza della malattia, per le persone chimicamente sensibili diventano delle vere e proprie barriere chimiche..

Questi pazienti non possono frequentare uffici pubblici, poste, banche, scuole, quindi non hanno neanche facoltà di accesso per il voto, ai luoghi di lavoro, supermercati, mercati, negozi, mezzi pubblici, ambulanze, ospedali, strade trafficate per la presenza di smog, cinema, teatri, ristoranti, ecc.., andando in questo modo incontro ad una vera e propria morte civico-sociale.

 

La richiesta di aiuto da parte dei pazienti è giustificata in quanto, oltre a vivere il disagio che la malattia impone, debbono scontrarsi con l’atteggiamento di non curanza delle istituzioni nei loro confronti.

Si assiste purtroppo ad una politica che volentieri ignora l’emergenza sanitaria vissuta quotidianamente da coloro i quali sono affetti da Sensibilità Chimica Multipla, e che non si occupa di legiferare a loro favore sia per il riconoscimento a livello nazionale della malattia che per la tutela del malato stesso,

lasciandoli quasi completamente isolati dal resto del mondo e abbandonati a loro stessi.

 

Le giunte regionali della Toscana, Abruzzo, Lazio, hanno riconosciuto la MCS in qualità di patologia rara e il diritto alla cura da parte del cittadino che ne è affetto.

In Italia sono oltre 4000 i malati con diagnosi di MCS, e osservando i dati in crescita, crediamo a questo punto sia impropria anche la definizione di malattia rara.

Di fatto, però, accade che le leggi regionali non hanno mai trovato applicazione per inerzia da parte delle regioni e per motivi sconosciuti.

 

Nel Lazio, ad esempio, le leggi regionali del 28 Aprile 2006, n.4 art. 155 e del 29 Dicembre 2007 art.50,(legge finanziaria) le quali prevedono apertura di centri di riferimento, diagnosi e cura della Sensibilità Chimica Multipla, di fatto non sono state applicate.

Solo di recente (22 Marzo 2010) la Regione Lazio

con una delibera, ha individuato come Centro di Riferimento per la prevenzione, diagnosi e cura della Sensibilità Chimica Multipla (SCM) il Dipartimento di Fisiopatologia Medica nell’ambito del DAY di "Armonia e Salute Naturale" - Maggio - Giugno 2010 -Medicina Clinica dell’Azienda Policlinico Umberto I di Roma.

 

Altro esempio, in Abruzzo, nell’ospedale della città di Chieti si prevedeva l’apertura di un centro di riferimento per la malattia, ma mai niente è stato realizzato di fatto.

A causa della disinformazione del personale medico sanitario, la cui maggioranza addirittura ignora l’esistenza della MCS, il malato riesce a scoprire di esserne affetto quasi sempre in maniera casuale, magari solo quando l’affezione è divenuta grave.

I malati non hanno la possibilità di accedere negli ospedali, né in qualità di degenti, né nei pronti soccorsi e neanche per le visite ambulatoriali, perchè le strutture non sono preparate a riceverli a causa della mancata predisposizione di ambienti adeguati alle esigenze di chi è chimicamente sensibile.

 

Inoltre, la stragrande maggioranza dei medici operativi nei presidi sanitari ospedalieri, non ha mai attinto informazioni né a riguardo dell’esistenza della Sindrome in questione, tantomeno sui trattamenti o sulle cure relative ad essa.

La disinformazione rispetto alla malattia fa sì, soprattutto in sede di soccorso, che il paziente venga quasi sempre qualificato dal personale medico un soggetto ansioso o, peggio, confuso per un individuo nevrotico o affetto da una patologia psichiatrica.

 

 

 

“Armonia e Salute Naturale” - Maggio - Giugno 2010

 

La disinformazione rispetto alla malattia fa sì, soprattutto in sede di soccorso, che il paziente venga quasi sempre qualificato dal personale medico un soggetto ansioso o, peggio, confuso per un individuo nevrotico o affetto da una patologia psichiatrica.

Quindi, per i malati che decidono comunque di rivolgersi ai pronti soccorsi, non gli si riserva la possibilità di usufruire della modalità di aiuto prevista dal protocollo di pronto soccorso e ospedalizzazione stilato a tutela degli affetti dalla Sindrome mettendolo in grave pericolo di vita.

In quasi tutti i casi questi malati rimangono senza una valida soluzione di aiuto e costretti a ricorrere alla cosiddetta medicina “fai da te”.

Questa Sindrome li fa vivere una condizione totalmente invalidante, al punto che non lascia loro nessuna possibilità di frequentare gli ambienti di lavoro riducendoli, in breve tempo, al

collasso economico.

La maggior parte di loro non ha una fonte di sostentamento economico alternativo a quello del lavoro, perché la Sensibilità Chimica Multipla non è mai stata riconosciuta dalla Sanità

italiana a livello nazionale, quindi viene loro negato anche il diritto al compenso della pensione di invalidità civile.

Tale situazione accresce la condizione di disagio e di precarietà di questi malati, fino a ridurli in condizioni di indigenza pressoché totale, senza avere possibilità di provvedere a loro stessi sia per lo svolgimento dei più elementari impegni della vita quotidiana, né di cure idonee, né di assistenza medica, né di aiuti, privandoli così della dignità di esseri umani.

 

Per tutte queste motivazioni e le condizioni sopra elencate, gli ammalati e cittadini invalidi, chiedono che vengano loro riconosciuti i diritti fondamentali a loro spettanti, quali:

 

- II riconoscimento della MCS (Sensibilità Chimica Multipla) dalla Sanità nazionale;

 

- L’apertura di centri di riferimento per la diagnosi e la cura della Sindrome;

 

- L’inserimento della patologia nell’elenco delle malattie per il riconoscimento della invalidità civile;

 

- Predisposizione dei pronti soccorsi per accogliere i malati di MCS;

 

- Un centro di riferimento per eventuale bisogno di degenza ospedaliera del tipo “ecologico”;

 

- Una campagna di informazione e sensibilizzazione per il personale medico;

 

- Fondi destinati alla ricerca e precoce prevenzione della patologia.

 

Speriamo in una risposta concreta della classe medica e istituzionale volta ad accogliere le richieste di questi malati affinché venga concessa loro la possibilità di affrontare con dignità i gravi disagi psico-fisici cui questa grave patologia li costringe.

 

 


Con una recente sentenza pronunciata dal Tribunale di Viterbo, sezione lavoro, è finalmente stata accertata l’esistenza della MCS (sindrome da ipersensibilità chimica multipla).
La domanda della ricorrente, la quale richiedeva come presupposto di base il formale riconoscimento di tale sindrome, al fine di vedere riconosciuta alla medesima un’invalidità permanente al 100% e la condanna dell’INAIL al pagamento di una rendita vitalizia, è stata parzialmente accolta sulla base della consulenza tecnica disposta dal Giudicante. In tal sede è, infatti, emerso che “la ricorrente è verosimilmente affetta da una forma (seppur lieve) della sindrome cosiddetta da ipersensibilità chimica multipla (MCS) e tale condizione è da imputarsi ai prodotti chimici presenti sul posto di lavoro come dimostrato dagli atti allegati”.

Il Giudice, pertanto, ha fondato la propria decisione sulla suddetta consulenza tecnica, considerando inoltre che il medico legale incaricato ha tenuto conto dello stato di salute preesistente del soggetto periziato, dell’età, del sesso e delle condizioni fisiche generali.

Il dato sicuramente di rilievo della consulenza tecnica in esame, è la replica del medico incaricato dal Giudice al consulente tecnico di parte dell’INAIL, il quale evidenziava il non pacifico riconoscimento della sindrome da ipersensibilità chimica multipla da parte del mondo scientifico.

Risponde in tal senso il consulente del Giudice che la MCS è considerata “malattia rara” da ampia parte del mondo scientifico e da diverse istituzioni e che “questa sindrome compromette in maniera cronica verosimilmente diversi apparati in modo stabile, tanto da indurre una ipersensibilità, non una sensibilizzazione di tipo allergico, a diversi prodotti chimici, con l’esito quindi di episodi acuti di malattia multi organo in occasione di contatto anche inalatorio ed anche in piccolissime dosi, delle sostanze incriminate”.

Altro aspetto particolarmente innovativo e significativo della lotta al riconoscimento della MCS è la menzione di detta patologia in un provvedimento giudiziario nonché l’affermazione della sua esistenza, non solo come “sensibilità di tipo allergico”, bensì come una vera e propria sindrome che induce il soggetto ad una ipersensibilità a sostanze comunemente utilizzate nella nostra quotidianità.

Per il prima volta un Tribunale italiano tutela un malato di MCS che viene, di norma, definito dal mondo scientifico, politico e sociale come affetto da gravi disturbi mentali.

Con un atteggiamento tipico del medioevo si tacciava di pazzia mentale coloro che presentavano sintomi non riconosciuti (o riconoscibili) dalla scienza medica nostrana (a dispetto di molti altri paesi, anche europei, dove la MCS è ampiamente riconosciuta).

Ovviamente siamo ad un punto di partenza e non di arrivo. La sentenza n. 53/2010 del Tribunale di Viterbo pur affermando, come detto, l’esistenza della patologia, riconosce alla ricorrente una invalidità del 10% conseguentemente condannando l’INAIL al pagamento della relativa indennità. Ci si prepara pertanto, in accordo con la parte ricorrente, alla redazione ed al deposito di un atto di appello presso la Corte d’Appello di Roma al fine di rilevare la macroscopica incongruenza esistente tra l’ammettere la sussistenza della patologia ed attribuire a chi ne è effetto una invalidità non totale.



Campagna anti profumi

Campagna della salute “Eulà”: rispetta gli affetti di MCS e gli allergici, non utilizzare gli inquinanti chimici, evita i profumi. Alla fine, saremo tutti più contenti e più sani

 

Associazione SOS UTENTI, per la tutela del consumatore.

 

 

CAMILLA E L’ESERCITO DI BAMBINI CON  MCS CHE VERRA’

ecco alcuni casi riportati dai principali giornali:

  •    sensibilità chimica multipla – Uno mattina – 8 Novembre 

  • youtube.com8 min – 8 nov 2009 – Caricato da MrSev7
            Siamo nati nudi, ci hanno dato colonie, pannolini profumati, 
    vestiti lavati con ammorbidenti, creme con ogni possibile

· 

youtube.com7 min – 30 giu 2010 – Caricato da carpentum
Li chiamano “i malati che non esistono”: sono i 4mila italiani affetti da Sensibilità Chimica Multipla (MCS), una sindrome

· 

youtube.com8 min – 23 mag 2011 – Caricato da quotidianonet
A cura di Geraldina Fiechter

 

Alcuni medici  italiani specializzati in varie patologie si sono fatti cura di assumere un comportamento protettivo nei confronti dei possibili malati di MCS, stilando norme da utilizzare nei locali dove acceda qualunque tipo di paziente e in particolari quelli con MCS conclamata. Ecco un esempio di Regole stilate dal dott....

 

          Accertarsi che il giorno previsto per l'appuntamento non sia quello in cui vengono fatte le pulizie delle scale del palazzo perché se così tosse il paziente non potrebbe accedere allo studio.

          Isolare il paziente qualora entri in studio qualche fattorino o rappresentante o pazienti che usano profumi.

          Il paziente non dovrebbe comunque aspettare mai in sala d'attesa.

          Prima di far entrare il paziente in stanza pulirla con detergenti ammessi in questi casi, rimuovendo anche tutto ciò che può scatenare una crisi (giornali soprattutto nuovi, prodotti in lattice, saponi)

          ARRIVO DEL PAZIENTE IN SALA MEDICA Installare lo ionizzatore e/o aprire la finestra

          Disinfettare la stanza con un prodotto naturale e ripassare poi con un detergente non tossico come aceto, borace o bicarbonato di sodio

          I prodotti da usare per la pulizia non devono contenere derivati petrolchimici e profumi, non utilizzare quindi   cloro, ammoniaca o prodotti che contengono formaldeide

          Evitare le fragranze alpine e al limone e tutti i tipi di deodoranti per ambienti, sia fluidi gelatinosi o in feltri.

          Evitare stampanti, computer e cellulari

          Togliere dalla stanza soprattutto i prodotti in lattice, disinfettanti, colluttori, sapone, contenitori porta rifiuti, il sacco della spazzatura . 

  •      Usare un nuovo contenitore per i rifiuti ospedalieri Usare solo bavagli di cotone e il bicchiere di vetro Usare la diga di coutchou 
  •     Al termine della prestazione dare loro eventuali altri appuntamenti o consigli dentro la stanza in modo che quando escono vadano direttamente via. 
  • Data aggiornamento: dicembre 2010 Firma RGQA:

 Queste indicazioni sono seguite da diversi dentisti in Italia

in particolare dal dott
Bobbie Beckman DDS.  di Bassano del Grappa (VICENZA)

 QUESTE NORME IN DEFINITIVA RICALCANO LE NORME USATE NEI PAESI CHE RICONOSCONO A LIVELLO STATALE LA MCS



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