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Solstizio d'estate

Di Miss Matilde De Paz (del 22/06/2005 @ 16:57:43, in Attualità, linkato 1577 volte)


     

E’ passato il 21 giugno, anche questo anno.
E’ passato quello che da secoli viene considerato il giorno più lungo dell’anno: il giorno del solstizio estivo. Il sole si "ferma" (sol-stizio), "tocca" il punto più settentrionale nell’emisfero settentrionale e "raggiunge" lo zenith del tropico del Cancro.

Come vuole la tradizione inglese il solstizio d’estate è stato festeggiato a Stonehenge. Chi non conosce Stonehenge, nella campagna inglese, a circa 100 miglia da Londra, e l’antichissimo circolo di monoliti che vi sorge?

Una folla di oltre ventimila persone ha atteso alla mattina del 21 nella piana di Stonehenge l’alba alle 4.58 . Il sole è spuntato tra le rovine preistoriche, che si ritengono il centro della spiritualità dell’Europa preistorica, inondando la pianura circostante.

Il complesso architettonico, che risale ad un periodo compreso tra il 3000 e il 1500 a. C., fa ancora discutere archeologi, antropologi ed astronomi sul suo vero utilizzo e sul perché sia stato situato in quel luogo.
Si pensa ad un tempio, ad una necropoli o ad un luogo di osservazione astronomica. Quest’ultima ipotesi è la più accreditata.
Nella notte che precedeva il solstizio e nel giorno seguente nell’antichità, nei paesi del Nord Europa, si celebravano vari riti: il momento era simbolicamente importante, chiudeva la primavera, la nascita della Terra, si celebrava la stagione del raccolto dei frutti maturati, si ringraziavano le divinità che avevano permesso ciò e si cercava con cerimonie, danze e doni di propiziarsele per il nuovo anno agricolo.
Molte culture precristiane usavano celebrare il solstizio d’estate con falò nella campagna, canti e rituali magici.

Anche la cristianità ha raccolto questa festa, anche se l’ha spostata alla notte tra il 23 e il 24 giugno, dedicandola a San Giovanni.
Danze, falò, canti festeggiano anche questa notte cristiana, che mantiene in se un po’ del magico passato con raccolta di erbe per preparare filtri d’amore, di noci per i liquori, la fusione di pezzetti di piombo per scrutare il futuro.
In Italia, in molte località la festa d’estate prosegue per diversi giorni.

Oltre alle feste religiose, ora si ricordano anche, con danze nei boschi attorno alle querce centenarie, le donne torturate e sacrificate come streghe dalla sacra Inquisizione. Donne, che non avevano altra colpa di essere più creative e colte della media del popolo.
Vengono fatti concerti nelle piazze dei paesi, spettacoli teatrali, ma l’aspetto più caratteristico che si lega al passato sono i grandi falò che vengono accesi durante la notte, in campagna o lungo le pendici dei monti.
La notte di San Giovanni viene considerata in alcuni luoghi come uno dei momenti più inquietanti e misteriosi dell’anno.
Quel sole, che non vuole andarsene, sembra voglia scacciare gli spiriti maligni che escono con il buio.
Ecco, quindi, gli usi popolari dell’uso dell’aglio contro le creature malefiche e la raccolta in quella notte di erbe medicinali, erbe che hanno poteri terapeutici grazie all’intercessione del Santo.
L’erba più raccolta porta appunto il nome di erba di San Giovanni ed è la profumatissima lavanda.

Sacro e profano si mischiano comunque per salutare l’estate.
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