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Viaggio a Bologna

Di Miss Matilde De Paz (del 08/11/2006 @ 18:31:25, in Londra-news, linkato 2090 volte)


Asinelli e Garisenda
Mi sono decisa!


Che sia stata Angelamaria che, con la sua venuta così inattesa, mi ha dato il via o che io comunque fossi pronta da tempo per ritornare a riguardarmi la mia città… sono andata a Bologna.
Sì ospite di Angelamaria, nella sua casa in un borgo antico, forse il più antico della città, il Pratello.
Si dice che prenda il nome dai prati che esistevano intorno alla città in prossimità delle antiche mura medioevali.


Sono arrivata con l’intenzione di riguardarmi tutte quelle cose che nel cuore mi erano rimaste da quando, studentessa all’Università, non avevo più visto.

Pensavo di trovarla molto cambiata, ma il centro della città ha mantenuto il suo fascino, anche se adesso si dice che è meglio non passeggiare di notte per le stradine vicino all’Ateneo e che il Pratello è non molto praticabile alla stessa ora.
Ma quando mai lo è stato praticabile a quell’ora? Anche due-trecento e più anni fa il Pratello era la zona più malfamata di Bologna, ma anche la più viva, con le sue osterie,
le case chiuse (o meglio aperte a chiunque) con le belle donne, i bassi abitati da povera gente e da borsaioli che campavano alla giornata dopo aver pescato un bolognino[1]
nella tasca di un ricco.
Oggi i bassi non esistono più nel Pratello, ma case antiche restaurate che vengono vendute a caro prezzo.
Le case chiuse la legge Merlin le ha eliminate, la gente è cambiata, ma i giovani  frequentano le osterie, le trattorie, a tutte le ore e a tutte le ore vi è fermento. Fermento in cui Angelamaria ci “sguazza” e mai cambierebbe la sua vecchia casa
con una nuova in un quartiere più agiato.

Nettuno e Piazza
Quindi partenza dal Pratello per vedere la città:
via Ugo Bassi, sotto lo sguardo benevolo delle Due Torri, a piedi sotto ai portici, arriviamo a piazza Re Enzo, al Nettuno,
alla piazza Maggiore.

Ahhh, avevo bisogno di rivedermi queste cose e ditemi voi se non meritano.
Dove trovate in Italia un centro del genere? I portici?
I palazzi senatori elegantissimi sparsi dovunque?
 Palazzo Accursio
 


Se vai in una città italiana, vedi Venezia, Firenze, Roma, tante decantate dai miei inglesi, non trovi questa aria, questa maestosità nei vecchi fabbricati, ancora tenuti intatti, vivi, abitati….


 

 

Verso sera, quando si fa buio, se guardi la collina sovrastante la città vedi uno
spettacolo che nessuna città ha: un lungo serpente di luci che raggiunge la sommità
di un colle.
Sono le luci del portico che va al Santuario di San Luca, in cima al colle della Guardia,
un portico che inizia in pianura, a Porta Saragozza, fra fabbricati successivamente innalzati sopra agli archi, e prosegue poi lungo il monte per raggiungere la Chiesa tutta illuminata, sviluppandosi in 666 archi e per ben tre chilometri e mezzo (un portico da Guinness).

portico di San Luca

Ma non ero venuta per ritornare alla vecchia Università della mia gioventù?
E’ difficile stare a Bologna e non fermarsi a guardare attorno, i palazzi e le piazze e le chiese, a guardare in alto, le torri e le cupole e le facciate delle chiese, a guardare la faccia dei bolognesi sempre sorridenti: dicono che lo siano perché mangiano… bene, tortellini, lasagne, tagliatelle, e arrosti e dolci.

 

 

Passiamo insieme ad Angelamaria vicino a San Petronio, per il portico del Pavaglione, dove era l’antica Università e il mercato della seta, poi giù per via Farini sino a piazza Santo Stefano ed entriamo nella chiesa, o meglio nelle chiese.

        San Petronio
               
Inizialmente erano un complesso di sette chiese del X secolo, ora i vari restauri e rifacimenti permettono di vederne completamente solo quattro.
Passiamo poi per una stradina che ci porta verso una delle più belle vie della città. Angelamaria mi dice: Santo Stefano
“Sai in quella casa abita il Presidente del Consiglio dei Ministri”…non è che me ne importi un gran ché…io voglio godermi Bologna.

Ecco Strada Maggiore e i suoi palazzi nobiliari e a sinistra in lontananza ancora
lo scorcio delle Due Torri.

Percorriamo un tratto di questa maestosa via e poi ci infiliamo dentro al mercatino di Piazza Aldrovandi, all’angolo un palazzo, Davia-Bargellini, nella cui facciata stanno due grandissimi giganti ai lati del portone a sostenere un balcone; davanti al palazzo uno dei chiostri più belli del 1300, antistante la chiesa di Santa Maria de Servi.

Palazzo Davia-Bargellini
Voglio raggiungere l’Università e faccio trottare Angelamaria sotto al portico della piazza del mercato, senza però tralasciare di guardare le viuzze che sfociano sulla piazza stessa.
Piccole vie nelle quali da giovane amavo girovagare, dove le case medioevali hanno piccoli sporti di legno a dare maggiore ampiezza ai primi piani, dove rimangono inglobate nelle case i residui delle vecchie torri.

Tutto il mondo della mia giovinezza.

Attraversiamo un’altra via principale, all’uscita della piazza, via San Vitale, sulla sinistra vediamo un tratto delle vecchie mura che racchiudevano la città medioevale ed un torresotto di guardia della stessa epoca.

Siamo arrivate in zona universitaria. 
Qui, da via Giuseppe Petroni, inizia il mondo degli studenti: piccoli bar, latterie, paninoteche, librerie, botteghe con vestiti per soli giovani e tanti tanti giovani.

Angelamaria mi informa che l’ambiente è molto degradato ultimamente, è posto di droga, di malavitosi, non è il caso di stare in quella parte di Bologna dal calar del sole in poi, quando le Facoltà chiudono i battenti. Molto meglio il Pratello.

Ma io non guardo quello che non voglio vedere
…ecco la mia Facoltà, ecco il Rettorato con la Specola, il primo laboratorio di Astronomia, piazza Scaravilli, le Biblioteche, la Pinacoteca e poi i piccoli bar di via Zamboni e via Belle Arti per un panino veloce tra una lezione e l’altra.

portico medioevale

Come ho fatto a lasciare tutto questo?

I casi della vita sono tanti ed appena laureata una borsa di studio guadagnata, risicata, risicata, mi ha portata in USA e dall’America in Inghilterra e in Inghilterra sono rimasta.


Ho fatto quasi il giro del mondo per lavoro e poi approdo sempre a Londra:
da Londra transitano tutte le linee aeree.

 
Ultimamente mi sono sistemata a Norwich, anch’essa città universitaria, l’Università dell’East Anglia.

Una Università moderna molto bella, ma non sostiene il confronto con l’Università più vecchia del mondo.

Pensate quando a Bologna le lezioni venivano impartite nelle case dei professori a pochi allievi paganti, provenienti da tutta Europa:
scuole di diritto con i famosi Irnerio, Rolandino Passeggeri, gli Accursio,
scuola medico-chirurgica con Mondino de’ Liuzzi,
Copernico, prima allievo di diritto canonico e medicina, poi magister di astronomia, matematica…. Teatro anatomico
e le visite di personaggi come Dante, Gallileo…
e solo nei primi secoli di vita dello Studio…


     Pavaglione: vecchia Università
                                       
Mi spiace per la mia home attuale, ma a Bologna si respira un’aria differente…la storia
che esce da ogni angolo e non solo storia dell’Università…
Nella pianura attorno, la Bassa, si può dire che tutte le popolazioni di origine europea e anche provenienti dall’Asia abbiano piantato una tenda, o come nomadi alla ricerca di cibo e ristoro, lungo il Po e gli affluenti, o come popolazioni guerresche, con l’intento di acquisire nuovi territori.
E di questi passaggi Bologna, Bononia, Felsina, …porta le tracce evidenti nei sui fabbricati, nei reperti archeologici conservati nei suoi musei. …..

viuzze medioevali
”Matilde, Matilde, che fai ? sembri in trance…sembri tu sia uscita … da una porta per andare in un altro mondo ! Che ti sta succedendo?”

“ No, no sono sveglia ! vieni che ti faccio vedere una cosa che tu, che abiti da sempre a Bologna, forse non conosci”

e mi infilo per via Augusto Righi, a fianco del Teatro, via Moline, poi via Bertiera e via Piella, arrivo a metà di un portico e allungo la mano
per aprire lo scuretto di una finestrella…

“…ma adesso guardi anche in casa degli altri?
De Paz mica per niente, pazza di nome e di fatto!”

 
Apro la finestrella ed ecco lì sotto il canale delle Moline con le case che guardano l’acqua scorrere, i panni stesi ad asciugare….


[1]Antica moneta bolognese.

(Si ringrazia la sezione Turismo del Comune di Bologna per l'uso delle immagini)

 


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