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I Pubs

Di Miss Matilde De Paz (del 23/04/2008 @ 13:45:56, in Londra-news, linkato 1656 volte)



Come varia il modo di vivere, la società!
Quando vivevo in Italia ero abituata, da bambina, a vedere le osterie con dentro uomini che giocavano a carte davanti ad un buon (?) bicchiere di vino.
Verso sera qualcuno di essi, traballante per troppi bicchieri, usciva e si dirigeva a casa per la cena, altri invece rimanevano per consumare un pasto, se l’osteria aveva la licenza per fornire pasti: gli avventori erano sempre solo uomini.
Ora in Italia, quando ritorno, non ne vedo più: si sono trasformate in trattorie o bar.


Sono cresciuta, ho girato il mondo ed ho visto realtà diverse.
Quella che più mi ha attratta, forse perché ci sono vissuta più a lungo, è la tradizione dei Pubs inglesi o Public Houses, dove si beve un drink stando comodamente seduti ed è possibile anche mangiare dopo le 12.
I pubs hanno una lunga tradizione in Inghilterra ed ogni grossa città ne aveva diversi, con i più svariati nomi.
In Norwich, dove abito, esiste il detto:
un pub per ogni sera dell’anno (365 o 366?) e una chiesa per ogni domenica (52 e oltre per quelle festività che non cadono in domenica)”

Guardando su vecchie stampe e cronache ho avuto conferma di ciò.
In ogni vecchia strada della città vi sono tuttora diverse chiese e moltissimi pubs, una volta con i vetri sabbiati perché non si vedesse dentro ora a vetri trasparenti per vedere il passeggio fuori ed anche la struttura interna normalmente molto elaborata e con tavoli, poltrone, banconi in legno massiccio intagliati e tanti quadri alle pareti. Più che quadri la maggioranza sono foto di personaggi famosi che hanno frequentato il locale ed hanno lasciato un ricordo del loro passaggio al padrone.

Andare al pub alla sera, dopo il dinner, era una consuetudine radicata. Ma non solo gli uomini, famiglie intere dopo la cena si trasferivano al pub per fare quattro chiacchiere con gli amici, bevendo gli adulti una birra e i bambini una coca.

Originari dell’Irlanda e del Regno Unito ora li troviamo in tutte le città importanti, ma non in numero così massiccio come in queste due isole.
Non si beve e mangia solo, si ascolta anche musica, si gioca al biliardo, a carte, a domino, al gioco classico del pub le freccette, che vengono lanciate verso il centro di un bersaglio colorato, ogni colore ha un punteggio. Nei pub spesso vengono fatte gare di freccette per individuare i campioni di ogni città, che parteciperanno poi al campionato nazionale.

La bevanda tradizionale venduta nei pubs è la birra ad alta gradazione alcolica, ottenuta fermentando il malto e di tradizione antichissima.
Si dice che le prime birre prodotte nel Regno Unito siano originarie dell’età del bronzo.
Sino all’inizio del 1800 ogni pub aveva la propria birra, fatta fermentare all’interno dei propri locali, e i clienti sceglievano il pub in base alla birra che avevano la possibilità di degustare.
Ora i pubs vendono vari tipi di birra, di produzione industriale e ora ha anche l’aggiunta del luppolo, secondo l’usanza olandese instauratasi già nel XV secolo. Viene spillata direttamente dal barile tramite una spina situata sul banco.
E’ possibile bere anche altre bevande alcoliche come whisky, brandy, gin e vino e bevande non alcoliche .
I pubs frequentati da persone di ogni ceto, di ogni sesso ed età sono nati come locali di aggregazione sociale, ogni villaggio nel passato aveva almeno un pub e nel Regno Unito se ne contavano 60.000 e a Londra 15.000.

Dopo l’invasione romana e la possibilità di spostarsi lungo assi viari comodi, i commerci si implementarono e i posti di rifornimento e sosta, i pubs, aumentarono tanto che il re sassone Edgar dovette emettere un editto con il quale limitava ad uno il numero di pub per ogni villaggio e imponeva l’esposizione di una frasca verde ad indicare che in quel posto si produceva birra.
Nel Medioevo i pubs si dotarono anche di stanze ai piani superiori per alloggiare i viaggiatori, divennero vere taverne senza perdere comunque la struttura al piano terreno per la mescita delle bevande e i tavoli e le seggiole per fare riposare il cliente.

La caratteristica più saliente dei pubs Insegnaè l’insegna che dal XIV secolo venne imposta su ordinanza del Re per individuare i pubs che producevano birra e che erano controllati periodicamente da ispettori reali che  verificavano l’attendibilità del prodotto. Queste insegne, veri e propri quadri, riproducevano con un disegno il nome del pub; spesso non era indicato il nome, essendo la popolazione per lo più analfabeta.

Se si scorrono i vari nomi dei pubs ne vediamo di strani, limitiamoci ad alcuni di Norwich:

 Adam and Eve, il più vecchio e più rinomato dal XIII secolo, con giardino e tavoli anche all’aperto
Artichoke (Carciofo)
The Bird Cage ( La Gabbia dell’Uccello)
The Black Swan (Il Cigno Nero)
The Bull (Il Toro)
The Canary (Il Canarino)
The Kings Head (La Testa del Re, se ne contano sette con questo nome qui ed ogni città ne ha uno). Normalmente la figura è il ritratto di Enrico VIII. Gli altri pubs come figura riportano quella indicata dal nome.
Duke of Wellington
The Dun Cow (La Mucca Pezzata)
The Lord Nelson
The Murderers ( Gli Assassini)
The Mustard Pot ( La Tazza di Mostarda)
The Ribs of Beef (Le Costolette di Bue)
The Windmill ( Il Mulino a Vento)

... ma sull’elenco del telefono ce ne sono attualmente più di 200.

Per via dei cambiamenti nella legislazione sul fumo e la mescita delle bevande alcoliche, il pub è stato sino ad ultimamente un posto per le famiglie: luogo per mangiare, alloggiare, ufficio postale, luogo per giocare ai games elettronici.
Ma se leggiamo ora i giornali, ad esempio di Norwich, vediamo lunghe liste di pubs che sono stati chiusi: la televisione, il cinema, le discoteche, la possibilità di giocare con un computer o di leggere in biblioteca aperta sino a tardi, hanno allontanato gli inglesi dal pub, specialmente alla sera.
Durante l’ora del lunch alle 12.30 i pubs si riempiono ancora, chi lavora preferisce mangiare un panino annaffiato con una birra, al momento della sosta.
Quindi molti pubs che non offrono il lunch non riescono a continuare la loro attività dovendo limitare l'orario di apertura dalle 18 alle 24.
Ad aumentare il disagio sono i vari supermercati e paninerie che ora vendono panini imbottiti di varie specie e bevande a consumo unitario, togliendo quindi la possibilità ai pubs di riconvertire la propria attività.

Dal 2000, solo nel centro di Norwich, hanno chiuso 20 tra i più importanti pubs. Il grosso guaio per i proprietari è che non possono vendere il proprio locale per altre attività o per costruire abitazioni. Si vedono perciò strutture che aspettano di crollare, di distruggersi per avere una nuova destinazione.
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